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Fin dagli inizi del XVIII secolo, la famiglia de’ Medici aveva individuato nella zona di Rufina una particolare attitudine alla produzione dei grandi vini: per tale ragione questa zona viticola fu inserita nel Bando dei Vini edito nel 1716 da Cosimo III de’ Medici assieme alla zona di Greve (odierno Chianti Classico), al Carmignano ed alle colline dell’alto aretino.
Ancora oggi considerata la più piccola sottozona del Chianti (circa 750 ettari di vigneto iscritti all’Albo nei Comuni di Rufina, Pontassieve, Pelago, Londa e Dicomano), la Docg Chianti Rufina si estende ad est di Firenze lungo la riva destra dell’Arno per poi risalire verso nord lungo entrambe le sponde del suo affluente principale: la Sieve.
Le colline che costeggiano i due fiumi diventano più aspre man mano che si procede verso nord-est fino ad arrivare ai rilievi degli Appennini, la cui influenza sul clima della zona si avverte non solo a livello di temperatura media e umidità dell’aria (rispettivamente più bassa e più alta rispetto alle altre zone del Chianti) ma anche, e soprattutto, nella maggiore escursione climatica tra il giorno e la notte.
Tali caratteristiche pedoclimatiche fanno sì che i vini della Rufina siano più riconoscibili ed apprezzati per l’eleganza dei profumi e per il loro equilibrio, piuttosto che per la loro concentrazione e potenza.
Al di là della particolare vocazione enologica di questa piccola gemma della Toscana, incastonata tra la città di Firenze ad ovest e le montagne dell’Appennino Tosco-emiliano ad Est, e al di là dell’altro “fiore all’occhiello”, l’olio Extra Vergine d’Oliva che raggiunge su queste colline una delle massime espressioni regionali di qualità, il territorio attorno a Rufina è conosciuto nel mondo anche per le sue bellezze naturali, la sua storia e l’eredità artistica, culturale ma anche gastronomica.
Castelli, ville, pievi, tabernacoli, giardini storici, fattorie, cantine e ristoranti tipici sono sparsi in ogni collina e in tutte le vallate circostanti il Chianti Rufina e costituiscono mete di grande interesse e soddisfazione per visitatori di tutti i tipi.
Da San Godenzo a Pelago, dalle Pievi di Pomino al Castello del Trebbio (famoso per la congiura della antichissima famiglia de’ Pazzi), la piacevolezza del percorso è percepita attraverso i sensi: il palato, la vista, l’olfatto riscoprono
l’essenza del viaggio inteso come modo di essere piuttosto che di arrivare.

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